Fondo Salario Accessorio, guida rapida per i dipendent* del Comune di Milano

COS’È
Il Fondo risorse decentrate o Fondo salario accessorio è una voce del bilancio comunale che finanzia il salario accessorio del personale, cioè retribuzioni aggiuntive e variabili rispetto al trattamento economico base previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) Enti Locali.

Retribuzione annua lorda (paga base) secondo il CCNL 2019-2021 (vigente), calcolata su 12 mesi. Va aggiunta la tredicesima.

  • Area dei Funzionari ad elevata qualificazione 23.212,35
  • Area degli Istruttori 21.392,87
  • Area degli Operatori esperti 19.034,51
  • Area degli Operatori 18.283,31
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Fondo salario accessorio del Comune di Milano, impariamo a conoscerlo

Dopo il buon risultato del precedente incontro del 29 maggio sulle buste paga e cartellino, ecco una nuova serata di autoformazione.

Questa volta è dedicata al Fondo salario accessorio.

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Decreto Pubblica Amministrazione sfatiamo i falsi miti e le facili illusioni

L’8/5/2025, con 99 voti favorevoli, 70 contrari e 2 astenuti, il Senato ha approvato in via definitiva la legge di conversione del Decreto-legge n. 25 del 14 marzo 2025, noto come Decreto PA 2025. Sin dalla sua gestazione il Decreto PA è stato accompagnato da una campagna mediatica che, più del solito, ha alimentato mala informazione da cui si sono generate aspettative obiettivamente fuori luogo. In una materia, quella degli stipendi degli enti locali, dove storicamente la comunicazione anche degli organi di stampa più credibili è ampiamente distorta.

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Perché da anni milioni di euro destinati al fondo salario accessorio dei lavoratori vengono lasciati nelle casse del Comune di Milano?

Nel 2022-2023-2024 sono rimasti inutilizzati, ovvero non distribuiti ai lavoratori:

  • oltre 10 milioni di euro nel 2022
  • oltre 15 milioni di euro nel 2023
  • oltre 13 milioni di euro nel 2024

Grazie agli accordi sindacali tra Amministrazione e CGIL, CISL, UIL, CSA, maggioranza della RSU, rimangono nelle casse del Comune milioni di euro che al posto di venire distribuiti tra i lavoratori vengono spostati, di anno in anno, a quello successivo.

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29 Novembre. Sciopero

Per salari dignitosi e servizi pubblici di qualità

Vogliamo più risorse aggiuntive, gli aumenti del 5,78%,  sono pari a un terzo dell’inflazione registrata nel triennio 2022-2024.

No al blocco del turn-over: i Comuni potranno sostituire solo il 75% dei dipendenti che hanno lasciato il lavoro perché pensionati o dimissionari.

Rivendichiamo salari commisurati all’aumento del costo della vita e un piano straordinario di assunzioni negli Enti Locali per garantire ai cittadini servizi di qualità erogati da personale qualificato e assunto a tempo indeterminato.

Basta con i tagli e con l’affidamento dei servizi comunali a privati che pagano i propri dipendenti 5 o 7 euro all’ora, senza diritti e in condizioni di estrema precarietà!

Scendi in piazza anche tu, insieme a noi

Ore 9:30 Piazza Fontana

Scarica, leggi, discuti e diffondi:


 

29 novembre 2024. Sciopero per salari dignitosi e servizi pubblici di qualità

Ci sono tanti buoni motivi per scioperare contro la politica economica del governo Meloni.
Il principale è che – come sempre – i sacrifici vengono chiesti a lavoratori dipendenti e pensionati, mentre – sgravio fiscale dopo sgravio fiscale e condono dopo condono – si premiano i padroni e gli evasori.
Ma tra le tante nefandezze presenti nella “legge di bilancio” del governo Meloni ce ne sono tre che ci riguardano direttamente in quanto dipendenti comunali.

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Tfr/Tfs l’ingiustizia continua

Come ricorderete la Corte Costituzionale, con sentenza 130/2023, ha stabilito che il differimento e la rateizzazione del TFR/TFS dei dipendenti pubblici sono incostituzionali perché violano il principio della giusta retribuzione e della tempestività nell’erogazione delle spettanze dovute.

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Ticket mensa cumulabili, il Comune temporeggia

Lo scorso maggio è partito il nuovo servizio di ristorazione che –complessivamente – ha segnato un miglioramento rispetto alla situazione precedente. Lo testimonia il fatto che oggi viene utilizzato da circa il 65% dei dipendenti, mentre prima era utilizzato più o meno dal 45% degli aventi diritto. Manca però un passaggio fondamentale, e cioè il passaggio dai ticket spendibili solo in giornata negli esercizi commerciali convenzionati a quelli cumulabili e spendibili anche nella grande distribuzione. L’Amministrazione comunale continua infatti a ritardare questo passaggio per l’ovvia ragione che più ritarda meno spende.

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Contratti del Pubblico Impiego 2022-2024

Aumentare i salari, conquistare i diritti

Le proposte del governo
Le trattative per il rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego per gli anni 2022-2024 sono partite in un quadro politico ed economico generale caratterizzato da significativi tagli al Welfare, sia in termini di risorse economiche che di personale.
In questo quadro, la posizione espressa dal governo è la seguente:

  • gli aumenti salariali saranno del 5,78% e saranno prioritariamente destinati agli “istituti legati al merito e alla produttività”;
  • tutte le materie che riguardano l’organizzazione degli uffici e l’organizzazione del lavoro all’interno degli uffici devono essere “sottratte” alla contrattazione, anche decentrata, perché di esclusiva competenza dirigenziale;
  • deve essere valorizzata la “Commissione paritetica per l’innovazione”.
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Contratto nazionale 2022-2024 Aumentare il salario, conquistare i diritti

Il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo ha emanato quella che lui stesso ha definito enfaticamente “Direttiva Madre”.  Si tratta in sostanza del documento che contiene le “linee guida” governative per il rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego per il triennio 2022-2024.

Al di là della solita retorica sull'”efficienza” e il “merito”, la direttiva dice, in estrema sintesi, che gli aumenti salariali saranno del 6% e saranno prioritariamente destinati agli “istituti legati alla produttività”.

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