Negli ultimi 5 anni il Comune di Milano ha perso circa 1250 dipendenti.
Molte attività sono state esternalizzate. Tra queste lo 020202, il centralino comunale.
Questo servizio è ora affidato a tre diverse società: Nethex, Network e GPI.
Nethex e Networke applicano ai loro dipendenti il contratto Telecomunicazioni, GPI quello Multiservizi. Ciò significa che a eguale lavoro corrisponde un diverso salario.
Tutte poi stipulano solo contratti part-time (20 ore). Il risultato è che lavoratrici e lavoratori arrivano a fatica, con qualche ora di lavoro supplementare, a 1000 euro al mese.
Questa situazione è inaccettabile.
Per questo chiediamo, in via prioritaria, che allo scadere dell’appalto (giugno 2026) il servizio venga reinternalizzato, con un concorso ad hoc e un punteggio di favore per chi ha già svolto questa attività.
In via subordinata chiediamo che il nuovo contratto d’appalto preveda:
- la clausola sociale (obbligo del nuovo appaltatore di “assorbire” il personale di quello uscente);
- l’applicazione del contratto Telecomunicazioni;
- l’obbligo di una impegnativa oraria di almeno 30 ore settimanali.
Più in generale, è giunto il momento di rivendicare che anche il Comune di Milano, come altri comuni d’Italia, stabilisca il principio secondo cui le imprese che forniscono servizi alla città non possano pagare i propri dipendenti meno di 9 euro lordi l’ora.
Meno è sfruttamento.