Lunedì 20 luglio, sulla scia dell’assemblea/presidio del giovedì precedente, una delegazione della RSU ha incontrato gli assessori Conte (bilancio) e Cappello (lavoro). Durante l’incontro gli assessori hanno annunciato che nell’assestamento di bilancio 2026, in corso di approvazione, verranno stanziate risorse aggiuntive sia sul capitolo “Assunzioni” sia su quello “Fondo dipendenti”.
Questa è senz’altro una notizia positiva, anche se abbastanza prevedibile, considerato che quella di partire a inizio anno con stanziamenti risicati per poi incrementarli nel corso dell’anno è una collaudata tattica negoziale cui l’Amministrazione ricorre abitualmente.
L’incremento sul capitolo “Assunzioni” sarà di 3 milioni di euro, equivalenti a 300 assunzioni ca. Il numero potrà variare in base allo stipendio tabellare di chi verrà assunto, in quanto ovviamente un funzionario “costa” più di un operatore. Il punto è che queste 300 ipotetiche assunzioni, sommate alle 625 previste, non bastano a coprire i 1021 pensionamenti avvenuti nel 2025. Senza contare che nelle graduatorie dei concorsi sono spesso presenti collegh* in servizio che partecipano per ottenere un avanzamento di carriera o un cambio di profilo professionale, e che tra le nuove assunzioni vengono conteggiate anche le progressioni verticali. Ma soprattutto queste assunzioni aggiuntive non invertono la tendenza che ha portato il Comune di Milano a perdere in 5 anni 1500 dipendenti ca.
Nel capitolo “Fondo dipendenti” (quello con cui si pagano premio di produttività, progressioni orizzontali, indennità e progetti speciali), utilizzando l’opportunità offerta dal cosiddetto “Decreto PA” verranno allocati 10 milioni di euro. Lo scorso anno erano stati 7,5. Anche questo è un risultato positivo. Non dobbiamo dimenticare però che in base ai parametri stabiliti dallo stesso Decreto i milioni avrebbero potuto essere 30.
Ora si aprirà la partita della distribuzione di questo Fondo. Noi riteniamo che debba essere utilizzato prioritariamente per confermare il premio di produttività a 2000 euro per tutt* e per far partire già nel 2027 un nuovo ciclo di progressioni orizzontali che nel giro di 3 anni coinvolga tutto il personale.
Insomma, notizie positive anche se non esaltanti, che non devono però farci dimenticare la necessità di organizzarci e lottare per migliorare le nostre condizioni di lavoro e di vita. A partire da più assunzioni, per diminuire i carichi di lavoro e migliorare la qualità dei servizi, e più salario, per far fronte al costante aumento del costo della vita.
Niente è scontato.
Niente ci viene regalato.
Solo la lotta paga.
CUB – Sial Cobas – Slai Cobas – USI
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