Un altro contratto a perdere, solo la lotta paga!

Volantino

Cisl, Uil e Csa hanno firmato con il governo il contratto nazionale per gli Enti Locali 2022-2024.

Gli aumenti salariali saranno del 5,78%, a fronte di un’inflazione che in quel triennio è stata per l’ISTAT del 14,8% e secondo altre fonti del 17%.

Questo contratto certifica dunque una perdita secca del potere d’acquisto dei nostri salari.

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Un altro contratto a perdere, solo la lotta paga!

Articolo di approfondimento

No aumenti differenziali stipendiali.

Come ormai è noto, lo scorso 3 novembre è stata firmata da Uil, Cisl, CSA il contratto funzioni locali triennio 2022/24. La firma arriva dopo tre anni di stallo, durante i quali la proposta della parte datoriale è rimasta pressoché invariata rispetto agli aumenti salariali, dato che ovviamente ha incontrato la contrarietà della CGIL, in contrasto sul tema dall’arrivo del Governo Meloni. Netta è la contrarietà da parte del sindacalismo di base, a cui aderiamo, che continua a rivendicare un sistema salariale collegato all’inflazione reale. Così come un sistema fiscale in cui il fiscal drag non venga combattuto tanto con aggiustamenti di aliquota quanto col ritocco degli scalini all’inflazione (cumulata dal 2007, anno in cui è entrata in vigore la soglia a 28 mila euro). Un’idea, la nostra, diametralmente opposta da quel che viene proposto dal governo e dalla triade di sindacati gialli firmataria del nuovo contratto.

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29 Novembre. Sciopero

Per salari dignitosi e servizi pubblici di qualità

Vogliamo più risorse aggiuntive, gli aumenti del 5,78%,  sono pari a un terzo dell’inflazione registrata nel triennio 2022-2024.

No al blocco del turn-over: i Comuni potranno sostituire solo il 75% dei dipendenti che hanno lasciato il lavoro perché pensionati o dimissionari.

Rivendichiamo salari commisurati all’aumento del costo della vita e un piano straordinario di assunzioni negli Enti Locali per garantire ai cittadini servizi di qualità erogati da personale qualificato e assunto a tempo indeterminato.

Basta con i tagli e con l’affidamento dei servizi comunali a privati che pagano i propri dipendenti 5 o 7 euro all’ora, senza diritti e in condizioni di estrema precarietà!

Scendi in piazza anche tu, insieme a noi

Ore 9:30 Piazza Fontana

Scarica, leggi, discuti e diffondi:


 

29 novembre 2024. Sciopero per salari dignitosi e servizi pubblici di qualità

Ci sono tanti buoni motivi per scioperare contro la politica economica del governo Meloni.
Il principale è che – come sempre – i sacrifici vengono chiesti a lavoratori dipendenti e pensionati, mentre – sgravio fiscale dopo sgravio fiscale e condono dopo condono – si premiano i padroni e gli evasori.
Ma tra le tante nefandezze presenti nella “legge di bilancio” del governo Meloni ce ne sono tre che ci riguardano direttamente in quanto dipendenti comunali.

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Contratti del Pubblico Impiego 2022-2024

Aumentare i salari, conquistare i diritti

Le proposte del governo
Le trattative per il rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego per gli anni 2022-2024 sono partite in un quadro politico ed economico generale caratterizzato da significativi tagli al Welfare, sia in termini di risorse economiche che di personale.
In questo quadro, la posizione espressa dal governo è la seguente:

  • gli aumenti salariali saranno del 5,78% e saranno prioritariamente destinati agli “istituti legati al merito e alla produttività”;
  • tutte le materie che riguardano l’organizzazione degli uffici e l’organizzazione del lavoro all’interno degli uffici devono essere “sottratte” alla contrattazione, anche decentrata, perché di esclusiva competenza dirigenziale;
  • deve essere valorizzata la “Commissione paritetica per l’innovazione”.
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Contratto nazionale 2022-2024 Aumentare il salario, conquistare i diritti

Il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo ha emanato quella che lui stesso ha definito enfaticamente “Direttiva Madre”.  Si tratta in sostanza del documento che contiene le “linee guida” governative per il rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego per il triennio 2022-2024.

Al di là della solita retorica sull'”efficienza” e il “merito”, la direttiva dice, in estrema sintesi, che gli aumenti salariali saranno del 6% e saranno prioritariamente destinati agli “istituti legati alla produttività”.

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Non fermiamoci lottiamo insieme fino al traguardo

Più salario, più assunzioni, servizi migliori

Oggi 17 novembre è in tutta Italia una giornata di mobilitazione dei dipendenti pubblici.
È una giornata di lotta che dobbiamo capitalizzare e che deve diventare il punto di partenza di un percorso più articolato fino al completo raggiungimento dei nostri obiettivi.
Sia a livello nazionale che a livello dell’ente Comune di Milano.

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Sciopero 17 novembre

per il salario e la dignità del nostro lavoro

Il prossimo 17 novembre sarà in tutta Italia una giornata di mobilitazione dei dipendenti pubblici.
Convergeranno infatti sulla stessa data due scioperi nazionali, uno indetto da USB e uno indetto da CGIL e UIL.
Due scioperi diversi ma con motivazioni almeno in parte coincidenti:

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2 dicembre 2022 scioperiamo per salario, diritti, dignità

Lo sciopero generale nazionale proclamato per il 2 dicembre prossimo dai sindacati di base e conflittuali ci riguarda.
Come cittadini, lavoratori, dipendenti del Comune di Milano.

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Sottoscritto il testo definitivo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Funzioni locali per il triennio 2019-2021

Il 16 novembre 2022 l’Aran e i sindacati hanno sottoscritto il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il triennio 2019-2021, relativo ai circa 430.000 dipendenti del Comparto delle Funzioni locali.

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