Articolo di approfondimento
No aumenti differenziali stipendiali.
Come ormai è noto, lo scorso 3 novembre è stata firmata da Uil, Cisl, CSA il contratto funzioni locali triennio 2022/24. La firma arriva dopo tre anni di stallo, durante i quali la proposta della parte datoriale è rimasta pressoché invariata rispetto agli aumenti salariali, dato che ovviamente ha incontrato la contrarietà della CGIL, in contrasto sul tema dall’arrivo del Governo Meloni. Netta è la contrarietà da parte del sindacalismo di base, a cui aderiamo, che continua a rivendicare un sistema salariale collegato all’inflazione reale. Così come un sistema fiscale in cui il fiscal drag non venga combattuto tanto con aggiustamenti di aliquota quanto col ritocco degli scalini all’inflazione (cumulata dal 2007, anno in cui è entrata in vigore la soglia a 28 mila euro). Un’idea, la nostra, diametralmente opposta da quel che viene proposto dal governo e dalla triade di sindacati gialli firmataria del nuovo contratto.
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