CCNL 2022-2024 un contratto al massimo ribasso

Lunedì 23 febbraio Cisl, Uil e Csa hanno siglato definitivamente con il governo il contratto nazionale per gli Enti Locali 2022-2024. Nonostante i proclami trionfalistici di governo e sindacati firmatari, i numeri sono impietosi.

Gli aumenti salariali saranno del 5,78%, a fronte di un’inflazione che in quel triennio è stata per l’ISTAT del 14,8% e secondo altre fonti del 17%. Questo contratto certifica dunque una perdita secca e rilevante del potere d’acquisto dei nostri salari.

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Contratti del Pubblico Impiego 2022-2024

Aumentare i salari, conquistare i diritti

Le proposte del governo
Le trattative per il rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego per gli anni 2022-2024 sono partite in un quadro politico ed economico generale caratterizzato da significativi tagli al Welfare, sia in termini di risorse economiche che di personale.
In questo quadro, la posizione espressa dal governo è la seguente:

  • gli aumenti salariali saranno del 5,78% e saranno prioritariamente destinati agli “istituti legati al merito e alla produttività”;
  • tutte le materie che riguardano l’organizzazione degli uffici e l’organizzazione del lavoro all’interno degli uffici devono essere “sottratte” alla contrattazione, anche decentrata, perché di esclusiva competenza dirigenziale;
  • deve essere valorizzata la “Commissione paritetica per l’innovazione”.
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