Lunedì 23 febbraio Cisl, Uil e Csa hanno siglato definitivamente con il governo il contratto nazionale per gli Enti Locali 2022-2024. Nonostante i proclami trionfalistici di governo e sindacati firmatari, i numeri sono impietosi.
Gli aumenti salariali saranno del 5,78%, a fronte di un’inflazione che in quel triennio è stata per l’ISTAT del 14,8% e secondo altre fonti del 17%. Questo contratto certifica dunque una perdita secca e rilevante del potere d’acquisto dei nostri salari.
Anche gli arretrati sono calcolati al ribasso: verranno infatti erogati solo per il 2024 e il 2025, perché il 2022 e il 2023 vengono considerati “coperti ” dall’indennità di vacanza contrattuale (IVC).
L’unica nota positiva è che, recependo l’esito di numerose sentenze, il contratto prevede il diritto ai ticket mensa anche per i giorni di lavoro agile e per chi lavora da remoto (ex telelavoro).
Non crediamo infatti sia da considerarsi positiva la possibilità di distribuire su 4 giorni invece che su 5 o 6 le 36 ore di lavoro settimanale, che significa 9 ore di lavoro giornaliere più la pausa mensa. Questa misura avrebbe avuto un senso solo se accompagnata da una riduzione dell’orario di lavoro (32 ore) a parità di salario.
Dobbiamo invertire la tendenza a partire dal CCNL 2025-2027. Per farlo è necessario che torniamo a discutere e a esporci in prima persona per difendere il nostro salario e i diritti di ciascuna/o.
| Aumento mensile lordo | Arretrati lordi | |
| B1 | 57,11 € | 1620,00 € |
| C1 | 64.20 € | 1823,00 € |
| D1 | 69,65 € | 1978,00 € |
CUB, Sial Cobas, Slai Cobas, USI
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